
Non si può non ricordare, specie oggi.
Tra tanti spartiti che affollano il mio mobile campeggiano sempre i primi due albi comprati, quelli su cui ho provato i primi accordi, entrambi suoi.
Poi c'erano i primi tentativi di trascrivere sullo spartito tutto quello che sentivo nei dischi, con l'orecchio attaccato al cono del mangianastri che si mangiava metà dei suoni perchè era mono, cercando di capire quanti cavolo di strumenti fosse riuscito ad inserire in Acqua Azzurra, Acqua Chiara, trovando suoni e idee che in tanti anni, avrei ritrovato solo nei Beatles e in pochissimi altri.
La prima canzone che ho suonato davanti a qualcuno fu Mi ritorni in mente.
E intanto ne uscivano gli ultimi dischi, quelli con Panella.
I brani vecchi che nei miei ascolti si sono sempre mischiati ai nuovi, le differenze erano soprattutto nel suono, ma la voce era sempre quella, le trovate musicali c'erano sempre, vestito sempre perfetto per i testi, chiunque li scrivesse (Anche Mogol qualche volta è stato contorto come e forse più di Panella...)
Anche adesso, che in radio passa (per la prima volta, per quel che mi riguarda) La sposa occidentale, mi viene da sorridere, così come quando pochi minuti fa passavano Ancora tu, Pensieri e Parole o Innocenti evasioni.
Era sempre lui, musicalmente spontaneo, alla faccia di tutto e di tutti. E l'ho sempre adorato per questo.
Grazie Lucio. Per tutto